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Dalla tavola al dizionario, e viceversa: storia del vocabolo gourmet

Storia e ascesa di una parola che dai retrobottega è diventata oggi sinonimo di haute cuisine.

Meat Art vi svela l’etimologia del vocabolo gourmet, un termine dalle origini umili che ha fatto della passione materica un passepartout per arrivare alle tavole più elaborate. Dove? A Milano, in Porta Romana, ovvio!

Gourmet

Quante volte avete pronunciato e sentito questa parola? Probabilmente un’infinità. Gourmet può essere un piatto particolarmente elaborato, un esperto di alta cucina, un intenditore di vini, e perché no, un’intera cena, dall’entrée al dessert, come quella che vi attende a Meat Art la sera del 31 dicembre.

Entrato a pieno titolo nel dizionario culinario e diffusosi rapidamente nella lingua comune, il termine gourmet, in qualunque sua declinazione, gourmet sottende ideali di esclusività e di raffinatezza all’insegna del gusto, o meglio, del buongusto.

Tuttavia, proprio come accade per Meat Art, la cui storia nasce tra gli antichi sapori marchigiani, attraversa l’Italia e si sublima in un luogo intimo e appartato nel cuore di Milano, la parola gourmet proviene da lontano.

Essa infatti nasce legata a una figura tutt’altro che altolocata, nell’antico francese, infatti, il groume era ‘l’assaggiatore di vino’, il sottoposto che affiancava il mercante di vini nelle sue attività, prestandosi spesso ai compiti senza dubbio più faticosi (da cui l’inglese groom, che sta per ‘garzone’, ‘servo’), ma di sicuro – per certi versi – fra i più allettanti.

A riprova del fatto che le parole sono come il cibo, crescono, si masticano e si mischiano, con il tempo il groume si è rimestato con il gourmand, il ‘ghiottone’, ovvero colui che mangia non perché spinto dal bisogno, ma perché sollecitato dalla passione per il cibo.

Tradizione, ricerca materica e raffinatezza. Questo, per noi, è gourmet.

Che voi siate intenditori, esperti, o semplicemente ghiotti amanti del buon cibo, Meat Art vi aspetta domenica 31 dicembre con un menu gourmet in grado di soddisfare i palati più esigenti.

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